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Ecobonus, le indicazioni delle Entrate sulla cessione del credito degli incapienti

Via libera alla cessione dell’intera detrazione IRPEF del 65% (eco-bonus sulle parti comuni condominiali), 70% o 75% (eco-bonus su più del 25% delle parti comuni), da parte degli incapienti, non solo «ai fornitori che hanno effettuato gli interventi» verdi, ma anche «ad altri soggetti privati», come gli «istituti di credito e intermediari finanziari».

Lo dispone un recente provvedimento attuativo delle Entrate, che  si applicherà anche alle cessioni, da parte dei non incapienti, della detrazione IRPEF o IRES del 70-75%, per interventi su più del 25% delle parti comuni, le quali però non potranno essere effettuate agli istituti di credito e agli intermediari finanziari.

La cessione è possibile anche per la detrazione IRPEF o IRES del 75% o dell’85% per gli interventi antisismici sulle parti comuni. Per le spese sostenute dal 2017 al 2021, dai condomìni per gli interventi antisismici su parti comuni di condomini, di edifici ubicati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, adibiti ad abitazione principale o ad attività produttive, con procedure autorizzatorie comunali iniziate dal 1° gennaio 2017, da cui derivi una riduzione del rischio sismico di una o due classi, i soggetti beneficiari (anche non incapienti) della relativa detrazione IRPEF e IRES, rispettivamente del 75% (riduzione di una classe di rischio) e dell’85% (riduzione di due classi di rischio), possono optare per la cessione del corrispondente credito d’imposta, per intero e non solo in parte, ai fornitori che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati, esclusi istituti di credito, intermediari finanziari e PA, con la facoltà da parte di questi cessionari di successiva cessione a terzi, in tutto o in parte.

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