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Porti, Arecchi: “Bene Roccella e Scilla, occasione per per Reggio e gli altri scali della provincia”

Reggio Calabria, 4 settembre 2017 – “Il via libera ai finanziamenti per i Comuni di Roccella Ionica e Scilla che potranno ora potenziare e rilanciare i rispettivi porti turistici, è una notizia estremamente importante e che fa ben sperare per il futuro del territorio reggino, specie in ottica di sviluppo turistico, vero asset strategico su cui questa realtà territoriale deve continuare a scommettere come del resto confermano i confortanti dati sulle presenze in Calabria che hanno caratterizzato l’attuale stagione estiva”.

E’ quanto afferma il vicepresidente di Confindustria Reggio Calabria, Filippo Arecchi, in relazione all’esito del bando della Regione Calabria che stanzia circa 21 milioni di euro per i porti calabresi la cui graduatoria finale annovera anche le amministrazioni comunali di Roccella e Scilla fra quelle ammesse al finanziamento. “Si tratta di un risultato straordinario – evidenzia Arecchi – che premia il lavoro svolto dai due comuni reggini e da tutti i soggetti, fra professionisti, tecnici e associazioni, direttamente coinvolti. Roccella, in particolare, conferma l’eccellente opera di rilancio e valorizzazione dell’infrastruttura portuale condotta dalla ‘Porto delle Grazie Srl’ (azienda associata a Confindustria Reggio Calabria), sotto la guida dell’avvocato Giorgio Sotira che ha ricevuto e messo a frutto egregiamente l’importante eredità lasciata dal Senatore Sisinio Zito. Il Porto delle Grazie prosegue e rafforza il brillante percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni, consolidando il proprio posizionamento e il ruolo di leadership nell’ambito della Città metropolitana di Reggio Calabria quale principale struttura dedicata al diporto. Un convinto plauso – sottolinea il presidente di Confindustria Reggio Calabria – deve essere rivolto, inoltre, anche al Comune di Scilla che ha saputo cogliere questa opportunità attraverso un lavoro mirato e attento destinato ad imprimere nuovo slancio all’intero comprensorio. Quest’ultimo potrà ora aumentare la propria competitività, nel contesto turistico locale, in termini di maggiore attrattività e capacità di offrire servizi moderni e innovativi”.

Secondo il vicepresidente degli Industriali reggini, tuttavia, nella vicenda del bando “Porti” che, ricorda Arecchi, “aveva come obiettivo quello di potenziare le infrastrutture e le attrezzature portuali e interportuali di interesse regionale e interregionale, indipendentemente dagli aspetti legati al turismo”, non mancano le note dolenti. “Purtroppo occorre rilevare – rimarca Arecchi – che per altre realtà territoriali questa sia stata una clamorosa occasione perduta. Mi riferisco, innanzitutto a Reggio Calabria e poi ai Comuni di Villa San Giovanni, Bagnara, Palmi e Montebello Jonico. Che per il porto della Città metropolitana non sia  stata avanzata alcuna proposta progettuale ritengo sia molto grave, specie se si considera l’atavica carenza di posti barca quale uno dei principali fattori che stanno alla base del mancato sviluppo del litorale reggino. Ci si riempie la bocca di turismo e portualità e poi quando ci sono gli strumenti per tradurre, concretamente, gli annunci in opere si resta con le mani in mano. Reggio continua a non guardare alla risorsa mare commettendo un gravissimo errore di visione e di prospettiva. Analogo discorso – puntualizza il vicepresidente di Confindustria Reggio Calabria – vale per gli altri centri della provincia. L’immobilismo di Villa San Giovanni, Bagnara e Taureana di Palmi appare incomprensibile e del tutto incoerente con l’idea di uno sviluppo turistico e infrastrutturale coordinato, sinergico e forte dell’intero versante tirrenico reggino che non può avere nella sola Scilla l’unico punto di riferimento. C’era l’opportunità di potenziare Bagnara specie, ad esempio, per quanto riguarda un asset fondamentale quale i collegamenti con le isole Eolie e invece nulla è stato fatto. Non ultimo – conclude Arecchi – il caso del porto di Saline dove ormai si è perso il conto delle opportunità che si sono manifestate e poi subito dissolte nel nulla. Credo sia lecito chiedersi, al riguardo, cosa abbia impedito al Comune di Montebello di esaminare il bando “Porti” e mettere in piedi un progetto che consentisse anche solo di ipotizzare per l’infrastruttura di Saline un futuro diverso dallo stato di totale abbandono, degrado e, a questo punto, disinteresse a cui sembra destinata”.

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