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Terre e rocce da scavo: in vigore il nuovo di D.P.R. di riordino e semplificazione

Il 22 agosto 2017 è entrato il vigore il nuovo D.P.R. sul “Regolamento recante la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo”.

Le misure approvate dal Governo affrontano gli aspetti più critici della materia con l’obiettivo di migliorare la tutela delle risorse ambientali e, al contempo, fornire certezza agli operatori anche attraverso la semplificazione della disciplina e la riunificazione in un unico provvedimento delle diverse norme in materia.

Più in dettaglio, il provvedimento è strutturato con l’obiettivo di riordinare e semplificare la disciplina inerente la gestione delle terre e rocce da scavo , con particolare riferimento:

  1. alla gestione delle terre e rocce da scavo qualificate come sottoprodotti, provenienti da cantieri di grandi dimensioni, di piccole dimensioni e di grandi dimensioni non assoggettati a VIA o a AIA, compresi quelli finalizzati alla costruzione o alla manutenzione di reti e infrastrutture, nonché le disposizioni comuni ad esse applicabili;
  2. alla disciplina del deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo qualificate rifiuti;
  3. all’utilizzo nel sito di produzione delle terre e rocce da scavo escluse dalla disciplina dei rifiuti;
  4. alla gestione delle terre e rocce da scavo nei siti oggetto di bonifica.

A tali disposizioni specifiche si aggiungono disposizioni a carattere generale, quali l’introduzione di ulteriori definizioni, le esclusioni, nonché norme che regolano il transitorio e le abrogazioni della precedente disciplina. A tale ultimo riguardo, si segnala, in particolare, che il Regolamento prevede che i progetti per i quali alla data di entrata in vigore del provvedimento in commento è in corso una procedura ai sensi della normativa previgente restano disciplinati dalle relative disposizioni. Per tali progetti, tuttavia, è fatta comunque salva la facoltà, per l’impresa interessata, di presentare, entro centottanta giorni decorrenti dal 22 agosto 2017, gli adempimenti semplificati previsti dalla nuova disciplina.

La nuova disciplina non si applica (perché regolamentata da altre norme) ai rifiuti provenienti direttamente dall’esecuzione di interventi di demolizione di edifici o di altri manufatti esistenti.

La nuova disciplina non si applica, altresì, alle ipotesi previste dall’art. 109 del decreto legislativo n. 152/2006 per le quali sono previste altri tipologie di autorizzazioni.

L’art. 109 citato dispone che al fine della tutela dell’ambiente marino e in conformità alle disposizioni delle convenzioni internazionali vigenti in materia, è consentita, previa le previste autorizzazioni regionali, l’immersione deliberata in mare da navi ovvero aeromobili e da strutture ubicate nelle acque del mare o in ambiti ad esso contigui, quali spiagge, lagune e stagni salmastri e terrapieni costieri, dei materiali seguenti:

  1. materiali di escavo di fondali marini o salmastri o di terreni litoranei emersi;
  2. inerti, materiali geologici inorganici e manufatti al solo fine di utilizzo, ove ne sia dimostrata la compatibilità e l’innocuità ambientale;
  3. materiale organico e inorganico di origine marina o salmastra, prodotto durante l’attività di pesca effettuata in mare o laguna o stagni salmastri.

Di notevole importanza è l’eliminazione di autorizzazioni preventive, attraverso la previsione di un modello di “controllo ex post”, basato su meccanismi di autocertificazione da parte degli operatori (sia per le c.d. “grandi opere” che per i cantieri di dimensioni ridotte) e sul rafforzamento del sistema dei controlli, eliminando il precedente sistema di “controllo preventivo”, che prevedeva, di contro, un iter amministrativo ad hoc per il rilascio di autorizzazioni alla gestione delle terre e rocce da scavo. L’obiettivo della norma è di evitare i lungi tempi di attesa riscontrati con la normativa vigente. Dai rilievi effettuati con riferimento alla disciplina previgente, è emerso, infatti, che i tempi di attesa delle suddette autorizzazioni hanno oscillato dai 6 ai 18 mesi, ma in diversi casi si sono superati i 2 anni di attesa per avere l’assenso alla gestione delle terre e rocce da scavo come sottoprodotti.

Ulteriori semplificazioni riguardano:

  1. l’unificazione e semplificazione degli adempimenti previsti per il trasporto fuori dal sito delle terre e rocce da scavo qualificate sottoprodotti. In particolare, si prevede l’eliminazione dell’obbligo della comunicazione preventiva all’autorità competente relativa ad ogni trasporto avente ad oggetto terre e rocce da scavo qualificate sottoprodotti e generate nei cantieri di grandi dimensioni, nonché l’unificazione e la semplificazione degli adempimenti correlati all’obbligo di comunicare l’avvenuto utilizzo delle terre e rocce da scavo qualificate come sottoprodotti;
  2. la definizione puntuale delle condizioni per l’utilizzo, all’interno di un sito oggetto di bonifica, delle terre e rocce ivi scavate, nonché l’individuazione di procedure uniche per gli scavi e la caratterizzazione dei terreni generati dalle opere da realizzare nei siti oggetto di bonifica;
  3. la disciplina specifica per il deposito temporaneo dei rifiuti costituiti da terre e rocce da scavo, che quindi comporterà per l’operatore una gestione separata e semplificata di tali rifiuti rispetto a quelli gestiti altrimenti;
  4. le misure dirette a superare anche eventuali situazioni di inerzia da parte dell’amministrazione.

Le disposizioni sono rivolte ad una platea particolarmente vasta, poiché le misure descritte riguardano sia le imprese che operano nel settore delle costruzioni, sia quelle interessate alla realizzazione e gestione di infrastrutture/reti e impianti produttivi, anche sui siti oggetto di bonifica.

Presso gli uffici della sede Territoriale di riferimento è disponibile, per ogni fase e tipologia di gestione delle terre e rocce da scavo, un quadro sinottico con i relativi articoli del nuovo D.P.R. da consultare, anche in riferimento alle norme abrogate, unitamente ad una nota di approfondimenti di vari aspetti tecnici redatta dall’Ance; così come specifici ausili operativi ,anche nei rapporti previsti dalla nuova normativa con gli Enti e Agenzie competenti sono a disposizione per tutte le fasi della gestione delle Terre e rocce da scavo.

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