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Monito degli industriali ai candidati a sindaco: restituire alle imprese ed a questa città un futuro possibile e sostenibile

“Ad oggi abbiamo un unico dato certo, chiunque avrà l’onere di guidare la città capoluogo dopo il 26 maggio, troverà negli imprenditori sostegno incondizionato ma anche un severo e rigoroso controllore”.

Apre così la sessione di confronto voluta con i quattro candidati a sindaco, Rocco Colacchio Presidente degli industriali vibonesi, guidando al confronto un’Associazione che, come consuetudine, pone le basi per una serena ma decisa discussione, adottando una regola di ingaggio chiara e diretta: “Saremo al fianco al futuro sindaco – ribadisce Colacchio – ritenendo un dovere, un obbligo sostenere come classe imprenditoriale, responsabile e coscienziosa, il processo di rinascita di una città che stenta ancora a trovare una sua precisa identità. Ma saremo altrettanto determinati a non tollerare inerzie e atteggiamenti di sterile attendismo politico in funzione di continue campagne elettorali che distolgono forza e determinazione alla ricerca di soluzioni concrete e misurabili per i cittadini e le imprese.”

Scorrono così, tra spigolature e provocazioni, quasi tre ore di serrato confronto con tutti i candidati sui temi più caldi ed attuali per il sistema delle imprese: la rimozione dei vincoli del post-alluvione, la rivitalizzazione delle aree industriali anche attraverso le misure previste dalla ZES, lo snellimento burocratico mai attuato, la risorsa porto come asse centrale di sviluppo, il rafforzamento delle filiere produttive, le misure a sostegno dello sviluppo sostenibile della città. Ed ancora, le casse perennemente vuote dell’Ente, considerato anche il pesantissimo conto stabilito dal piano di rientro che promette sangue e sudore per tutti, cittadini e imprese.

Centrale infine il tema delle risorse umane che dovranno dare corso e realizzare amministrativamente le idee del Sindaco e della sua Giunta che vedranno svuotata da “quota cento” la Casa comunale. Ci si chiede infatti, con quali uomini proverà ad affrontare e vincere la sfida il neo eletto sindaco, considerato il personale residuo a disposizione, ridotto all’osso e spesso dotato di ridotte competenze. Una situazione complessiva che delinea un quadro allarmante e che, in teoria dovrebbe far trascorrere notti insonni ai candidati che invece, per nulla scoraggiati, non si sono risparmiati nella illustrazione di strategie e soluzioni prospettate ad una sala gremita, composta da un pubblico attento, a volte severo, ma giusto nel rivendicare ruoli ed aspettative.

Ampiamente condiviso da tutti i candidati il documento programmatico presentato da Confindustria, tre pagine fitte di vecchi, vecchissimi problemi irrisolti ma anche di alcune “nuove idee e visioni”.

A partire da quella legata al ruolo che dovrà ritagliarsi il Comune Capoluogo in seno al costituendo Distretto Turistico. Uno strumento che nella visione degli industriali potrebbe ben raccordare, sotto la guida della Camera di Commercio, i tanti turismi che convivono in questa meravigliosa terra e fungere da legante per i territori e le filiere di eccellenza rappresentate dal consolidato comparto agroalimentare e dai servizi a sostegno del turismo.

Visioni e programmi che nei fatti dovranno anche fare i conti con una città stremata e apatica, che sembra non avere più fiducia in niente e nessuno. Una città capoluogo che sembra aver abdicato al suo ruolo e che attende, forse senza neppure troppa pena e vergogna, di essere dismesso definitivamente, magari ad appannaggio di qualche “vicino” che utilizza la propria forza politica per raggirare, ormai da molto tempo, la classe dirigente locale offrendole qualche strapuntino posizionato un po’ più in alto del “condominio locale”.

Ma di questo mancato amore per la nostra identità di molti dei passati (speriamo) esponenti della pluriennale classe dirigente, ci auguriamo si rendano conto presto i cittadini, magari un minuto prima del fatidico ingresso nella cabina elettorale il prossimo 26 maggio, luogo magico dove si narra che, con un semplice segno di matita, si possa cambiare le sorti di una popolazione.

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