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Presentato il 15° Rapporto BCC Mediocrati. Amarelli: per creare occupazione servono strumenti per lo sviluppo delle imprese

Presentato a Rende il 15° Rapporto BCC Mediocrati, realizzato dall’Istituto di Credito.

Alla tavola rotonda sul tema “Reddito di Cittadinanza, nuovo welfare o assistenzialismo?” hanno partecipato il presidente della banca Nicola Paldino, il sottosegretario Anna Laura Orrico, il presidente di Confindustria Cosenza Fortunato Amarelli, il direttore regionale della Banca d’Italia Sergio Magarelli, il giornalista Oreste Parise, il direttore ricerca Nino Floro di DemoskopiKa.

Per il presidente di Confindustria Cosenza Fortunato Amarelli “è importante fare delle riflessioni sui temi proposti dallo studio. Quando di parla di reddito di cittadinanza non ci sono pareri unanimi. Come imprenditori siamo predisposti ad una redistribuzione della ricchezza che questo strumento prevede. Però per generare l’occupazione si ha bisogno di altri strumenti, che vanno nella direzione dello sviluppo delle imprese. Occorre rendere più competitive le città in modo da attrarre investimenti e non disperdere competenze. Le aziende che assumono nuovo personale lo fanno perché sono in crescita. Gli incentivi sono utili, ma non determinanti in assenza di mercati di sbocco”.

Dallo studio della Bcc Mediocrati è emerso che il Reddito di cittadinanza, in Calabria, avrebbe raggiunto, in questi primi mesi, poco meno di 9 famiglie calabresi su 10 della platea potenzialmente più bisognosa. Su circa 78 mila famiglie in condizione di povertà assoluta in Calabria nel 2018, secondo i dati analizzati, il numero delle domande accolte è stato pari a 67 mila, coinvolgendo oltre 160 mila individui.

Sul versante della congiuntura economica – si legge nello studio – l’indagine continuativa annuale mostra un peggioramento, anche se non rilevante. Non si può certo parlare di ripresa economica, infatti, se ancora oltre 4 imprese su 10 (43,9%) denunciano un trend negativo, oltre un terzo (36,9%) condizioni di stabilità e solo il 19,3% una crescita dei propri volumi di affari. L’indice di fiducia generale degli imprenditori, con 90,8 punti, si posiziona ancora in area negativa, perdendo 7,7 punti rispetto all’anno precedente.

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