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Piattaforma italiana di “finanza d’impatto” per l’inclusione sociale e il welfare sostenibile

“Una piattaforma italiana per la finanza d’impatto: sfide ed opportunità per la Calabria” è il tema del convegno che si è svolto il 27 Marzo 2019, presso il Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia (DiGES) dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. Promosso dall’Università di Catanzaro, in collaborazione con“Sapienza” Università di Roma, Center for Positive Finance – Unitelma Sapienza, e Social Impact Agenda per l’Italia, l’evento si collega ad una delle azioni previste nell’ambito dell’innovativo Progetto di ricerca “Una Piattaforma Italiana per la finanza d’impatto: modelli finanziari per l’inclusione sociale e il welfare sostenibile” finanziato dal MIUR e realizzato da diversi docenti universitari specializzati sui temi della finanza sociale e sostenibile.

Il network di ricerca coinvolge le seguenti Università: “la Sapienza” (capofila), Università Tor Vergata, Università di Catanzaro, Università di Macerata e Politecnico di Torino. La Prof.ssa Annarita Trotta, organizzatrice del Convegno e referente scientifico UMG per le ricerche sulla finanza d’impatto, ha partecipato, lo scorso dicembre, al lancio del “Manifesto per la finanza positiva” e alla costituzione della University Alliance for Positive Finance.

Il tema del Convegno è di grande attualità e di particolare importanza per la progettazione di azioni di contrasto alle povertà, anche alla luce delle best practices in tema di finanza d’impatto che vengono sperimentate in altri territori.

Il Magnifico Rettore Giovambattista De Sarro e il Prof. Geremia Romano Direttore DiGES hanno aperto i lavori del Convegno. S. E. Mons. Vincenzo Bertolone, Arcivescovo metropolita della Diocesi di Catanzaro e Squillace e Presidente della Conferenza Episcopale Calabra, ha svolto la relazione introduttiva, soffermandosi sull’importanza di favorire e promuovere azioni di coordinamento fra i diversi attori del territorio, finalizzate alla progettazione e alla realizzazione di strategie capaci di fronteggiare e sostenere, in modo responsabile e in una visione di lungo periodo, il carico della povertà, alquanto diffusa e multiforme.

La prima sessione dei lavori – dal titolo “Social Impact Finance: teoria e pratica per lo sviluppo di una rete territoriale di impact economy” – è stata presieduta dal Professore Mario La Torre, ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari presso “Sapienza” Università di Roma. I numerosi ed autorevoli partecipanti hanno dibattuto, da diverse angolazioni, i temi della finanza d’impatto per l’inclusione sociale e un welfare sostenibile.

Renato Pastore, Presidente Sezione Terziario innovativo di Unindustria Calabria ha sottolineato l’importanza delle tematiche legate alla finanza d’impatto “che sta conquistando l’interesse di ricercatori e stakeholders e che risulta determinante per sostenere i programmi di investimento, con le connesse ricadute occupazionali, da parte delle imprese, soprattutto in territori deboli come il nostro”. In particolare, Renato Pastore ha proposto all’attenzione le opportunità che in tal senso potrebbero scaturire da progetti di teleassistenza e telemonitoraggio di pazienti cronici ed anziani, utilizzando le apparecchiature di misurazione e sorveglianza dei loro parametri clinici, interfacciabili via internet grazie alle nuove tecnologie dell’IoT (internet of things). Tali progetti consentirebbero una sorveglianza sanitaria in tempo reale e, soprattutto, un risparmio sui costi che attualmente le ASP sopportano (visite mediche ripetute e conseguentiesami di laboratorio, diminuzione degli interventi di emergenza grazie al monitoraggio continuo..etc.). I modelli di partnerships che la finanza d’impatto favorisce avrebbero ricadute anche in termini occupazionali, oltre che in termini di miglioramento della qualità della vita nel sistema regionale.

Angela Robbe, assessore regionale al Lavoro e Welfare, ha sottolineato l’importanza degli strumenti di finanza sociale e sostenibile a sostegno del welfare calabrese nonché l’enorme contributo che le risorse provenienti dal settore privato possono apportare alle sempre più pressanti necessità di finanza pubblica. “A fronte di risorse limitate rispetto ai bisogni, e della necessità di accedere a forme di finanziamento diverse come la finanza sociale – ha affermato l’assessore – si impone un cambio di passo e una più oculata individuazione delle qualità delle risposte. Questo pone in evidenza il tema della misurazione dell’impatto sociale che ha una doppia valenza: da un lato migliora le modalità d’intervento nel sociale quanto a efficacia e possibilità di affrontare e risolvere problemi reali, dall’altro permette a chi finanzia iniziative nel sociale di fare delle scelte su chi e come supportare”.

Danilo Russo, Assessore AA.GG. del Comune di Catanzaro, ha illustrato ciò che l’amministrazione comunale di Catanzaro, grazie al sindaco Sergio Abramo sta portando avanti in ambito di finanza ad impatto sociale. Tra le tante attività promosse in tal senso, l’assessorato agli affari generali ha realizzato il progetto dello sportello del Microcredito, oggi già operativo. Questo sportello, frutto di un lavoro sinergico tra l’ente nazionale del microcredito e l’amministrazione comunale ha l’ambizione di rivolgersi ai cittadini del capoluogo calabrese e, anche, di proporsi quale sportello per gli 80 comuni presenti nella provincia di Catanzaro, in modo da favorire percorsi di impact economy. L’assessore Russo ha sottolineato che la creazione dello sportello risponde alle necessità di numerosi soggetti disoccupati presenti sul territorio della provincia di Catanzaro. L’assessore ha concluso evidenziando che la politica oggi deve avere particolare cura della finanza ad impatto sociale specie nei territori del Sud, particolarmente votati ad una economia attenta anche al sociale e all’ambiente.

Nicola Paldino, Presidente Federazione Calabrese delle BCC, ha precisato che “le banche di comunità, quali sono le BCC, svolgono la propria mission con l’obiettivo di promuovere una finanza per lo sviluppo, inclusiva, generativa e non fine a se stessa; in cui il capitale non è il fine ma il mezzo con il quale si vuole raggiungere l’obiettivo principale, che è quello di generare un impatto positivo per la società. Questa finanza è congeniale al Credito Cooperativo, costituito da banche che, per legge e per natura, non hanno fini di lucro, non distribuiscono dividendi, operano senza l’obiettivo di massimizzare il profitto, ricercando gli utili per irrobustire il proprio patrimonio a vantaggio della comunità di riferimento”.

Edoardo Di Trolio, Territorial Development & Relations Sud di UniCredit, ha illustrato le finalità del programma di Social Impact banking della banca che «ha l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di una società più inclusiva, attraverso l’individuazione, il finanziamento e la promozione di iniziative con un impatto sociale positivo». Lorenzo Mancini, Direzione Impact di Intesa Sanpaolo, ha illustrato le nuove frontiere del Piano di Impresa di Intesa Sanpaolo, con obiettivi che vanno oltre i risultati economici tradizionali per aspirare a una visione più ampia di crescita per la società e le comunità in cui la Banca opera. Un focus particolare è stato dedicato al tema dei giovani e al finanziamento della loro istruzione mediante la presentazione dell’iniziativa “PerMerito” che garantisce il finanziamento accessibile a tutti gli studenti universitari che non richiede alcuna garanzia se non il regolare avanzamento nel percorso universitario, in avvio a febbraio.

La seconda sessione dei lavori è stata presieduta dalla Professoressa Annarita Trotta, ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari presso l’Università di Catanzaro, ed è stata dedicata all’illustrazione di buone prassi di finanza positiva.

Michele D’Onofrio, Relazioni Istituzionali (Centro Studi), ha presentato il Progetto F.A.S.I. promosso dall’Ente Nazionale per il Microcredito, rimarcando la funzione, svolta dal progetto, di inclusione socio-economica per gli immigrati regolari presenti nelle regioni italiane meno sviluppate.

Anna Maria Giordano, Responsabile Territoriale Banca Prossima, ha presentato i prodotti innovativi dedicati alle organizzazioni del Terzo Settore.

La Prof.ssa Annarita Trotta, specialista di finanza d’impatto, ha evidenziato come il Convegno abbia rappresentato l’occasione per una proficua discussione sul ruolo della finanza d’impatto per il territorio calabrese. La Calabria ha, infatti, le caratteristiche per divenire un laboratorio privilegiato per testare gli strumenti di finanza d’impatto, sia per i bisogni espressi da diverse parti del territorio sia per la necessità di introdurre elementi di “rottura” e di innovazione rispetto alle logiche passate. L’attenzione e l’interesse mostrato dai numerosi partecipanti verso i temi della finanza d’impatto sono un positivo ed importante segnale di volontà di innovare. La condivisione di azioni sinergiche di innovazione sociale potrebbe rappresentare un fondamentale tassello di un grande cambiamento, utile per la definizione di strategie di lungo periodo a vantaggio dei soggetti più deboli e bisognosi, oltre che a beneficio dell’intera collettività. Il Convegno, dunque, ha centrato l’obiettivo di proporsi come luogo di incontro e di confronto su temi che, a livello internazionale e nazionale, stanno mostrando di essere particolarmente utili per lo sviluppo sostenibile dei territori, grazie anche alla progettazione di nuovi modelli (e strumenti) finanziari capaci di favorire l’inclusione sociale, oltre che lo sviluppo delle piccole e medie imprese e dell’imprenditorialità sociale, riservando una particolare e consapevole attenzione all’ambiente, al territorio, al benessere degli individui e, quindi, alla qualità della vita negli spazi socioeconomici di riferimento.

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