Ultime notizie
Home / News / Note stampa / Unindustria Calabria al Giubileo dell’Industria

Unindustria Calabria al Giubileo dell’Industria

papa_squinziHanno partecipano anche i rappresentanti di Unindustria Calabria all’incontro con Papa Francesco in occasione del Giubileo dell’Industria. L’incontro col Santo Padre, alla presenza di 7 mila imprenditori è stato definito dal presidente degli industriali calabresi Natale Mazzuca, a Roma insieme ai componenti del Consiglio di Presidenza, come “un evento straordinario, il primo in tutta la storia di Confindustria. Ci ha riempiti di orgoglio e di entusiasmo perché davanti al Santo Padre abbiamo avuto la possibilità di mettere in evidenza il valore dell’impresa come generatore di ricchezza sociale e regolatore di giustizia sociale”.

“L’impresa – ha continuato Natale Mazzuca – cresce e si sviluppa solo all’interno di una società sana, dove esiste un’equanime distribuzione della ricchezza. Mai come ora l’impresa é l’unica speranza per la risoluzione del problema della disoccupazione, del precariato e della riconversione delle competenze in un mondo che ha sempre più bisogno di una crescita sostenibile. Lo stesso Giovanni Paolo II, nell’Enciclica Centesimus Annus – ha concluso Mazzuca – scrisse che in un certo senso ogni lavoratore opera come se fosse imprenditore di se stesso. L’attività dell’imprenditore, è per noi, prima di tutto, un fatto umano e l’imprenditore deve avere prima di tutto doti morali che spende nel suo lavoro, perché il lavoro é la massima espressione della persona nella sua interezza, ne conserva la dignità e la rende libera”.

Il mondo dell’impresa non può dare “risposte immediate ai grandi quesiti planetari, ma disponiamo di un bene prezioso: l’impegno nostro e delle nostre imprese”. Così il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha salutato il Papa all’inizio dell’udienza con settemila imprenditori per il Giubileo dell’Industria. “Alessandro Manzoni – è stata la citazione di Squinzi – ha scritto che Dio perdona tante cose e noi sappiamo bene di essere uomini, che sbagliano come tutti. Tuttavia le tante storie, vicissitudini e successi su cui sono state costruite le nostre imprese hanno le loro radici più profonde nel duro lavoro e il giusto profitto, senza il quale solidarietà è una parola vuota di senso”. Il numero uno di Confindustria ha evidenziato anche l’importanza della “fede: in una società incerta, è un elemento di straordinaria importanza e vitalità e punto di riferimento anche per chi non crede, come l’impresa e la libera iniziativa sono componenti centrali di una società capace di solidarietà”.

Attesissimo l’intervento del Papa che ha affrontato più temi. “Siete chiamati a tutelare la professionalità, e al tempo stesso a prestare attenzione alle condizioni in cui il lavoro si attua, perché non abbiano a verificarsi incidenti e situazioni di disagio. La vostra via maestra – ha esortato Papa Francesco – sia sempre la giustizia, che rifiuta le scorciatoie delle raccomandazioni e dei favoritismi, e le deviazioni pericolose della disonestà e dei facili compromessi”.

Un’attenzione maggiore ai “potenziali lavoratori”, i “giovani”, che, “prigionieri della precarietà o di lunghi periodi di disoccupazione, non vengono interpellati da una richiesta di lavoro che dia loro, oltre a un onesto salario, anche quella dignità di cui a volte si sentono privati”. E l’appello del Papa a Confindustria di prendersi cura di loro, insieme agli anziani e le famiglie. “Tutte queste forze, insieme, possono fare la differenza per un’impresa che metta al centro la persona”, ha detto il Papa.

“La legge suprema sia in tutto l’attenzione alla dignità dell’altro, valore assoluto e indisponibile. Sia questo orizzonte di altruismo a contraddistinguere il vostro impegno: esso vi porterà a rifiutare categoricamente che la dignità della persona venga calpestata in nome di esigenze produttive, che mascherano miopie individualistiche, tristi egoismi e sete di guadagno”. Gli anziani “potrebbero ancora esprimere risorse ed energie per una collaborazione attiva, eppure vengono troppo spesso scartati come inutili e improduttivi”. Il “bene comune” deve essere la “bussola” che orienta l’attività produttiva “perché cresca un’economia di tutti e per tutti”.

In attesa dell’apertura del Giubileo dell’Industria e dell’arrivo di Sua Santità in Sala Nervi, la giornalista Bianchetti ha intervistato alcuni imprenditori sul tema dell’etica d’impresa. A raccontare una bella esperienza del fare impresa al Sud, è stato Mario Romano, presidente del Comitato che insieme al padre ed ai fratelli è titolare dell’Arti Grafiche Romano a Tropea.

Print Friendly, PDF & Email

Check Also

Riflessioni del presidente di Unindustria Calabria sull’operazione della DDA di Reggio Calabria

“Lo scenario che appare delinearsi dalle risultanze delle indagini svolte dalla DDA di Reggio Calabria …