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Programmazione dei fondi strutturali in Calabria 2021-2027. La visione di Unindustria Calabria

Si è svolto il primo incontro partenariale per l’avvio della programmazione in Calabria dei fondi europei della Politica di Coesione per il periodo 2021-2027, durante il quale è stato illustrato il metodo di lavoro che prevede l’istituzione di 5 tavoli partenariali di confronto aperti a tutti gli stakeholders regionali.

Unindustria Calabria è stata parte attiva dei lavori con la partecipazione del Presidente della Sezione Terziario Innovativo e ICT Alfredo Fortunato, che ha rappresentato le istanze degli imprenditori su delega del Presidente di Unindustria Calabria Natale Mazzuca.

I tre grandi pilastri su cui Confindustria chiede di concentrare le risorse sono il sostegno agli investimenti privati, un programma di investimenti pubblici pluriennale e l’avvio di un piano per l’assunzione dei giovani, attraverso lo sgravio contributivo per quelli al di sotto dei 35 anni e lo sviluppo degli Istituti tecnici superiori.

Il Presidente del Terziario ha chiesto, inoltre, all’esecutivo regionale il rafforzamento degli interventi a sostegno delle imprese sul versante dell’innovazione, dell’internazionalizzazione e della capitalizzazione, la riprogrammazione delle risorse di coesione 2014/2020 con l’obiettivo di spostare su altre fonti le operazioni che risultano incagliate e di riusare le risorse liberate a vantaggio delle imprese e del rafforzamento delle competenze digitali.

L’analisi svolta da Alfredo Fortunato ha preso le mosse dai dati di contesto che certificano un Mezzogiorno in cui, anche a causa della inefficace addizionalità della spesa comunitaria, si continua a vivere una cittadinanza limitata, connessa alla mancata garanzia di livelli essenziali di prestazioni, nonostante una pressione fiscale pari, se non superiore per effetto delle addizionali locali, a quella del Centro-Nord.

Per tante donne, giovani, bambini e anziani, mancano, o sono carenti, i diritti fondamentali di cittadinanza: in termini di vivibilità dell’ambiente locale, di adeguati standard di istruzione, di idoneità di servizi sanitari, di cura e ricreativi. Per tante imprese e start-up gli oneri e i ritardi degli apparati burocratici sono divenuti insostenibili di fatto limitando il rafforzamento del tessuto produttivo.

“In questo contesto – ha sottolineato il Presidente della Sezione Terziario Innovativo e ICT Alfredo Fortunato – l’avvio della programmazione post 2020 non può non partire dalla necessità di individuare risultati tangibili di cambiamento sia per i cittadini che per le imprese, su cui le istituzioni e tutti i soggetti che siederanno ai tavoli dovranno offrire un contributo qualificato”.

L’idea di fondo di Unindustria Calabria è che gli interventi pubblici dovranno essere focalizzati sull’ottenimento di cambiamenti misurabili invece che sulla mera gestione di attività o processi.

Per il presidente regionale degli industriali Mazzuca “la nuova programmazione dovrà declinare chiaramente le trasformazioni cui si ambisce, in modo da essere osservabili e quindi misurabili attraverso indicatori oggettivi. Solo così si costruirà una visione chiara su cui le diverse forze politiche, economiche e sociali si dovranno misurare nei prossimi anni”.

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