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Una nuova stagione di cooperazione tra Confindustria Vibo Valentia, CGIL, CISL e UIL

Le potenzialità sono enormi, ma restano inespresse. E, così, il territorio arranca lasciandosi trascinare in un vortice da cui è sempre più complicato sottrarsi. Soltanto attraverso l’avvio di una nuova stagione di analisi e azione – praticata e non annunciata – sarà possibile invertire rotta e ricominciare a scalare le classifiche economiche e sociali che vedono il Vibonese agli ultimi posti in Italia.

E’ per questo che, per la provincia di Vibo Valentia, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di favorire un cambio di passo radicale, dando avvio a un nuovo (e per certi aspetti storico) percorso di convergenza per affrontare – intrecciando esperienze, proposte, strategie – le emergenze che si ripropongono giorno dopo giorno. I temi legati allo sviluppo sostenibile, al lavoro, al contrasto alla criminalità, alla difesa della sanità, alla crescita sociale e alla valorizzazione del turismo, d’ora in avanti saranno affrontati insieme allo scopo di agevolare l’azione degli organismi istituzionali locali, provinciali, regionali e nazionali.

La bandiera di questa nuova collaborazione sarà rappresentata dalla tutela – senza se e senza ma – dell’interesse comune.

A delineare il nuovo percorso (che verrà caratterizzato dalla definizione di strategie condivise) sono stati i dirigenti sindacali Raffaele Mammoliti (Cgil), Sergio Pititto (Cisl), Pasquale Barbalaco (Uil) e il presidente di Confindustria Rocco Colacchio, in rappresentanza delle rispettive organizzazioni di riferimento determinate a percorrere un nuovo modello di relazioni pensato per favorire la cooperazione fondata sul pragmatismo, sulla filosofia del fare, sulla condivisione degli obiettivi da cogliere e non già sulle appartenenze e sugli steccati.

Una esigenza operativa che deriva da una constatazione oggettiva: gli indicatori economici e sociali inchiodano il Vibonese ai bassifondi di ogni classifica, mentre la criminalità deborda e i giovani abbandonano il territorio. Una miscela esplosiva rispetto alla quale bisogna adottare, subito, interventi concreti facendo leva sugli strumenti esistenti e che, per motivi imperscrutabili, ancora non sono stati colpevolmente attivati. Il riferimento è ai Contratti istituzionali di sviluppo (Cis), alla Zona economica speciale (Zes) ai fondi europei per il Mezzogiorno e a quelli del Patto per la Calabria, alle linee di finanziamento per le infrastrutture e a una miriade di opportunità grazie alle quali la classe politica e istituzionale – insieme alla collaborazione che Cgil, Cil, Uil e Confindustria intendono assicurare – potrebbero trasformare nell’arco di pochissimi anni il volto di tutto il territorio vibonese.

Lo scopo della sinergia pianificata da sindacati e associazione degli imprenditori è proprio quello di fare fronte comune rispetto ai diversi temi che, di volta in volta, dovranno essere affrontati, attivando una cabina di regia sul territorio: bisognerà avere un confronto costante tra tutti gli attori economici, politici, sociali per monitorare le azioni portate avanti valutandone la capacità di penetrazione sul territorio (e quindi le potenzialità di raggiungimento degli obiettivi programmati). Insomma, sarà promossa una nuova e più ampia visione di carattere strutturale sulle emergenze locali, proiettata a 360 gradi su un territorio abbandonato e che continua a precipitare.

L’obiettivo sarà quello di animare azioni e iniziative che possano aiutare un vero cambiamento di fase per arrestare i processi in corso di destrutturazione e abbandono. La parola chiave sarà “fiducia”; fiducia tra i cittadini, i lavoratori, gli imprenditori nella consapevolezza che si debba contrastare una volta per tutte il sentimento di rassegnazione che pervade ogni cosa e che impedisce anche alle idee più innovative di trovare applicazione nella realtà.

In agenda, al primo punto del confronto che vedrà protagonisti sindacati e Confindustria i progetti che le istituzioni locali devono mettere in campo per beneficiare dei finanziamenti CIS. Sarà questo il banco di prova per la classe politica che dovrà individuare opere prioritarie e condivise ed alla quale verrà assicurata una fattiva collaborazione.

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