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Syndial, al via il cantiere delle opere a mare a Crotone

Crotone, 27 settembre 2019 – Syndial, società ambientale di Eni, ha avviato oggi il cantiere delle “opere a mare” alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, delle organizzazioni industriali e sindacali.

Le opere autorizzate con decreto del Ministero dell’Ambiente nel maggio scorso, prevedono la realizzazione di barriere foranee a protezione della linea di costa antistante le due ex discariche Pertusola e Fosfotec utilizzate dalle società che gestivano gli impianti per abbancare gli scarti delle lavorazioni. La storia del sito industriale di Crotone è infatti iniziata negli anni ’30, con le produzioni di zinco di Pertusola Sud e di fertilizzanti e detergenti di Montecatini. Gli stabilimenti, che nel periodo di massimo sviluppo degli anni ’70 hanno impiegato oltre 2.000 dipendenti, sono progressivamente entrati in crisi nella decade successiva. Negli anni ’90, le attività produttive sono passate a Eni, allora Ente di Stato, che ne ha gestito la chiusura tra il ’91 e il ’99. Nel contempo sono stati avviati gli interventi di messa in sicurezza e bonifica nelle aree di proprietà Syndial, 70 ettari dei 540 complessivi del Sito di Interesse Nazionale di Crotone.

L’odierno avvio del cantiere rappresenta un significativo passo avanti del percorso di risanamento ambientale che, negli anni, ha visto Syndial e gli Enti nazionali e del territorio impegnati in un’interazione costante al fine di definire gli interventi e i relativi iter di approvazione. Nel 2008 Syndial, in assenza di significativi interventi delle gestioni commissariali che dal 2001 al 2007 hanno interessato ex Pertusola ed ex Fosfotec, è rientrata in possesso delle aree e ha riavviato l’iter di bonifica, depositando un progetto complessivo per tutto il sito. La società, ottenuti i decreti falda nel 2015 e suoli nel 2011 e 2017, per le due ex discariche fronte mare ha presentato otto differenti proposte progettuali di bonifica, che tuttavia non hanno ottenuto i necessari pareri favorevoli da parte degli Enti.
Solo nel 2017 Syndial, il Ministero dell’Ambiente, il Commissario Straordinario di Governo e gli Enti hanno trovato una piena convergenza su una soluzione progettuale suddivisa in due fasi per accelerare gli interventi e il rilascio in tempi certi delle autorizzazioni: il Progetto Operativo di Bonifica Fase 1 – Opere di protezione a mare anticipabili”, di cui oggi è stato avviato il cantiere, e Progetto Operativo di Bonifica Fase 2 – Discariche fronte mare e aree industriali”.
Fino a oggi, Syndial ha realizzato gli interventi di bonifica dei suoli e della falda decretati e le demolizioni, per un valore complessivo di spesa pari a circa 150 milioni di euro, oltre l’importo versato (sentenza del 2012) per danno ambientale pari a 70 milioni di euro a titolo risarcitorio e compensativo. Per completare le opere di bonifica la società ambientale di Eni stima di spendere circa 250 milioni di euro, inclusi il trattamento delle acque di falda.

La giornata si è conclusa nello stabilimento Syndial di Crotone con la firma del “Patto per la Sicurezza”, un’iniziativa che Eni promuove nei diversi siti operativi al fine di coinvolgere le imprese fornitrici qualificate e impegnate nelle attività operative per prevenire gli incidenti sul lavoro e diffondere le best practice e la cultura della sicurezza.

La cerimonia di avvio dei lavori è avvenuta alla presenza di Paolo Grossi, amministratore delegato della Syndial, Enrica Barbaresi, Responsabile Collegamento Relazioni Istituzionali Syndial, del Commissario straordinario di Governo per la bonifica di Crotone, Giuseppe Vadalà, del prefetto Vicario del capoluogo, Sergio Mazzia, dell’Assessore all’Ambiente della Regione Calabria, di Francesco Misuraca, Program manager dell’azienda per l’area Sud, di Natale Mazzuca presidente regionale di Confindustria e di Michele Lucente, del parlamentare Nico Stumpo, del sindaco di Crotone Ugo Pugliese, Giuseppe Maiellare Responsabile dell’Eni ai Rapporti con le Associazioni confindustriali, del presidente dell’Arpacal Domenico Pappaterra e di diversi rappresentanti sindacali, imprenditori, autorità civili e militari.

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